Programma della giornata 5 Novembre

1 11 2009

5 novembre, giovedì

Programma della giornata

all’Università Dams:

ore 10-13 e ore 16-20: aula 39

Aula scenica

aperta al drappello degli studenti e a tutti gli studenti del Dams e dell’Accademia

con Carlo Quartucci e Carla Tatò

Performance, lezioni drammaturgiche, scene di conversazione, azioni sceniche del

laboratorio Don Giovanni, del laboratorio multimediale Quazza e dell’Accademia delle Belle Arti. Scene cinematografiche





Programma della giornata 6 Novembre

1 11 2009

6 novembre, venerdì

Programma della giornata

con pubblico e drappello studentesco

Accademia delle Belle Arti:

ore 10-13 sala espositiva e sala scenografia

Cos’è un edificio scenico? (II parte)

Visita/Incontro/Laboratorio di azioni sceniche

con Carlo Quartucci, Carla Tatò e Maria Teresa Roberto, il drappello studentesco e i giovani del laboratorio Don Giovanni

Al Teatro Stabile – Gobetti

Ore 14-15

Porta/teatro Torino project 2009/2010

racconto teatrale e azioni di laboratorio

all’Università Dams:

ore 16-18 laboratorio multimediale Quazza – auditorium

Il laboratorio multimediale come spazio d’azione scenica esploso in video, suono, film: L’ultimo spettacolo di Nora Helmer in “Casa di bambola” di H. Ibsen, Don Chisciotte, Robinson Crusoe Pentesilea, Primo amore, Moby Dick…

a cura del laboratorio Quazza di Nello Rassu

Ram radioartemobile ad Artissima 16:

ore 18-20 al padiglione di RAM radioartemobile

Visita al padiglione di RAM radioartemobile con le opere di Rainer Ganahl, Markus Huemer, Franz Kapfer, Markus Muntean und Adi Rosenblum, ManfreDu Schu, Tamuna Sirbiladze, Franz West, Erwin Wurm, e alla porta/teatro Secession Wien 2009 e porta/teatro Torino project 2009-2010





Programma della giornata 9 Novembre

1 11 2009

9 novembre, lunedì

Programma della giornata

Al Teatro Stabile – Gobetti

Ore 18-21

esposizione

Porta/teatro Torino project 2009/2010

con video, film, azioni sceniche e presenza attoriale del laboratorio Don Giovanni e del drappello

ore 21

Carla Tatò

Cariatide Parla

approdo/spettacolo e atto finale del prologo dell’edificio scenico

Carlo Quartucci regista

Carla Tatò attrice

Gianmarco Mecozzi aiuto regista

gli studenti-attori del Laboratorio don Giovanni del Cta La Sapienza

Fulvio Barigelli

Andrea Cardinali

Elena D’Angelo

Rossella Fava

Niccolò Matcovich

Claudia Spedaliere

Vito Tuosto

Cariatide parla è l’atto finale del prologo dell’edificio scenico Sueňa Quijano (a Torino da novembre 2009 a novembre 2010) “indicato” tra il 4 e il 9 novembre negli spazi del Teatro Stabile di Torino – Prospettiva 09, dell’Università di Torino DAMS e del Laboratorio Multimediale Quazza, dell’Accademia Albertina di Belle Arti, di RAM radioartemobile ad Artissima 16. L’edificio scenico di Teatr’Arteria è uno spazio drammatizzato, da drammatizzare, uno spazio per l’estensione di un comportamento drammaturgico: un continuum drammaturgico. L’edificio scenico è uno spazio di progetto aperto, uno spazio di ricerca continuo per inventare un nuovo modo di intendere le relazioni tra le arti e i linguaggi, il gesto del teatrante e il gesto del pittore, tra la drammaturgia scenica e lo stato di attorialità performativa, tra la creazione registica e la messa in scena e quindi: tra lo spettatore e l’artista, tra lo spa zio d’intervento creativo e il pubblico. L’edificio scenico ha una sede, una strada di nascita, un tempo di sviluppo, una crescita, una maturazione in situ, una evoluzione progressiva. L’edificio scenico originario è Pezzi d’occasione di Samuel Beckett, Jannis Kounellis, Carlo Quartucci, Carla Tatò. E alla fine oggi: Teatr’Arteria ha un viaggio da percorrere, una mobilità scenica da praticare. L’edificio scenico viaggia verso Torino, con Cariatide e porta/teatro, dopo aver viaggiato dal 3 luglio al 30 agosto, en lien-in rifrazione, tra Roma e Vienna con il Museo della Secessione di Vienna come outdoor project della mostra The Death of The Audience. Cariatide è la colonna portante dell’edificio scenico. Cariatide è l’approdo di una memoria drammaturgica attoriale e un futuro scenico da praticare. Poetica e drammaturgia nel corpo delle parole e delle figure evocate di Tamerlano, Quijano, Borges, Muller, Beckett, Kounellis, Pentesilea, Christiansen, Kleist, Bourroughs, Brecht, Waits. Cariatide è Carla Tatò.

Studenti e cittadini di una polis contemporanea partecipano in vesti di testimoni e coro inconsapevole in attesa di catarsi, dentro una tragedia in quattro atti, tre intermezzi, prologo ed epilogo che si sta svolgendo lungo un anno.





Il Viaggio a Torino

1 11 2009

Sueňa Quijano

il doppio sogno all’ombra dell’Hidalgo di Cervantes e del Don Giovanni di Molière

edificio scenico di Carlo Quartucci e Carla Tatò

Teatr’Arteria ha una sede, una strada di nascita, un tempo di sviluppo, una crescita, una maturazione in situ, una evoluzione progressiva. E alla fine oggi: Teatr’Arteria ha un viaggio da percorrere, una mobilità scenica da praticare.

L’edificio scenico viaggia verso Torino dopo aver viaggiato dal 3 luglio al 30 agosto, en lien-in rifrazione, tra Roma e Vienna con il Museo della Secessione di Vienna come outdoor project della mostra The Death of The Audience, curata da Pierre Bal-Blanc.

L’edificio scenico viaggia verso Torino perché è all’istituzione culturale per eccellenza di questa città, l’Università degli studi di Torino-DAMS, che Quartucci e Tatò vogliono donare questo approdo di un viaggio-laboratorio esploso; questa nuova invenzione scenica che si mostra come opera da abitare in modi diversi da parte di tutti i partecipanti. Studenti-attori, attori-attori, attori-pittori, attori-artisti, attori-musicisti, spettatori-attori, professori-studiosi-critici-storici del teatro e dell’arte contemporanea-attori.

L’edificio scenico viaggia verso Torino perché Torino è la città sede di una delle Accademie di Belle Arti più rinomate d’Italia: l’Accademia Albertina. Con essa Teatr’Arteria ha in progetto un lavoro di laboratorio e di ricerca con gli studenti e i docenti dell’Accademia stessa che metterà il punto su una delle questioni cardinali dell’attività scenica di Carlo Quartucci e Carla Tatò: il rapporto (a)dialettico tra le arti sceniche, tra le arti visive contemporanee e il teatro.

L’edificio scenico viaggia verso Torino perché Torino è anche la città che da quaranta anni vive insieme a Carlo Quartucci e Carla Tatò un sodalizio particolare fatto di invenzioni sceniche e avventure drammaturgiche uniche, dal dispositivo scenico Majakovskj & compagni alla Rivoluzione d’ottobre a Camion e alla laurea honoris causa conferita a Carlo Quartucci proprio dal DAMS di questa Università degli studi nel 2002, fino ai molti allestimenti teatrali, musicali e televisivi, radiofonici e cinematografici.

L’edificio scenico viaggia verso Torino perché a Torino la stretta relazione progettuale con il Teatro Stabile, a partire dal 1968 con I testimoni di Rosewicz, e ora nell’ipotesi del viaggio di un anno 2009-2010 prospettata alla direzione di Mario Martone, offrirà la possibilità di costruire un approdo finale complessivo, in cui tutte le istituzioni coinvolte saranno protagoniste, capace di restituire la forza di un progetto unico, radicale, utopico e concreto al tempo stesso: un doppio sogno.

L’uomo si risveglia da un incerto sogno di scimitarre e di pianura e si tocca la barba con la mano e si domanda se è ferito o morto. Non verranno a inseguirlo gli stregoni che han giurato il suo mal sotto la luna? Nulla. Soltanto il freddo. Appena una sofferenza dei suoi ultimi anni. Questo hidalgo fu un sogno di Cervantes e Don Chisciotte, un sogno dell’hidalgo. Il doppio sogno li confonde e quanto sta accadendo già accadde molto prima. Quijano dorme e sogna. Una battaglia. I mari di Lepanto e la mitraglia.

J.L. Borges

Novembre 2009





Locandina Sueña Quijano

1 11 2009

locandina suena chisciana (leggera)

4-9 Novembre 2009





Manifesto Sueña Quijano

1 11 2009

manifesto suena chisciana (leggero)

4-9 Novembre 2009





Rosenfest (Fragment XXX)

23 10 2009

Carla Tatò, Rosenfest (Fragment XXX)